Spianatoia e 'ransagnolo' di casa mia

domenica 17 ottobre 2010

Tempo di castagne:castroni al finocchio selvatico

Chi è stato sull'Amiata senz'altro conserverà il ricordo degli immensi boschi di castagneti nei quali sono immersi i suoi paesi.La castagna è stato fino a non molti decenni fa l'alimento base per la popolazione di questa montagna ,povera di risorse economiche e lontana dai centri principali  e poichè il castagno è una pianta  che la nostra terra ci ha donato in grande abbondanza, era considerato "l'albero del pane".Sull'Amiata si ricorda ancora un antico detto:" ...pan di legno e vin di nuvole",come dire che  ci si sfamava unicamente con la polenta di castagne e con l'acqua fresca delle nostre sorgenti.


Castagne dunque ,cucinate in tantissimi modi,da quelli più semplici ai più elaborati,questi ultimi soprattutto ai giorni nostri.La mia ricetta è una tra le più antiche e semplici ,una ricetta che riscaldava le mani e le  veglie autunnali,intorno al tavolo della cucina,realizzata con i primi marroni,un po' meno saporiti.E' per questo che si aggiunge  un bel rametto  di finocchio selvatico ,che di questi tempi si trova un po' dappertutto.La parola  "castroni " significa che le castagne vengono incise,  togliendo un pezzetto di buccia esterna,per evitare che nella cottura scoppino e si sbriciolino tutte. Lo stesso procedimento si usa per la "castrata",cioè le castagne cotte nella padella bucata ,sulla brace del caminetto,cambia però il tipo di cottura.

INGREDIENTI

Marroni (castagna pregiata  che si distingue per  il sapore e soprattutto per la facilità con la quale si tolgono le due bucce,una  interna e l'altra esterna)
Acqua
sale
un rametto di finocchio selvatico


Castrare i marroni,o meglio incidere la prima buccia ed asportarne un pezzettino ,da qui la denominazione di  "castroni"


Mettere le castagne "castrate" in una pentola e riempirla con l'acqua.


Aggiungere il sale e il rametto di finocchio.


Farle bollire per 15/20 minuti...


Scolarle e portarle in tavola  bollenti,altrimenti perdono nel gusto se si lasciano raffreddare

Non rimane che sbucciarle una ad una e gustare il loro sapore  di terra,di pioggia,di sole e di cioccolato


Con questa semplice ricetta, partecipo  volentieri al contest di Paola Brunetti, sulle castagne con scadenza  il prossimo 7 dicembre.
 




21 commenti:

  1. Sapevo di dover incidere le castagne per la cottura ma non conoscevo la distinzione tra "castroni" e "castrata". Quanto mi piacciono bollite all'aroma di finocchio. In questa domenica uggiosa ci starebbero a meraviglia. E' arrivato proprio il momento di riassaporarle. Un bacione cara, buona domenica

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  2. Ricetta semplice ma piena di tradizione; mi ha incantato il tuo racconto. La castagna castata e quindi i castroni non li conoscevo, ovvero non conoscevo questa terminologia caratteristica delle tue terre.
    buona domenica
    terry

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  3. ciao cara! il mio babbo in questi giorni viene a lavoro sull'amiata e in queste sere abbiamo preparato castagne al forno, ma ancora mai lesse...peccato perchè sono buonissime! sei stata bravissima, hai fatto delle foto meravigliose sull'autunno!

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  4. Splendido racconto e molto suggestive le immagini! L'incisione delle castagne è veramente indispensabile per evitare che scoppino durante i vari tipi di cottura, non conoscevo gli appellativi di "castroni" e "castrata", dalle mie parti le castagne bollite si chiamano "ballotte" e "bruciate" quelle cotte nella padella bucata!
    Complimenti per la tua ricetta molto invitante e aromatica! Un abbraccio

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  5. non conoscevo il significato...ma adesso grazie a te si..anche questo tipo di cottura mi e' nuova...visto non si finisce mai di imparare...brava!!!bacioni e buona domenica

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  6. Adoro le castagne e me le mangerei giorno e notte.Il tuo racconto mi ha fatto tornare in mente quando erò piccola e andavo a scuola ogni anno dovevamo andare x i boschi a racoglierne a kg ed io mai fatto e cosi mi davano brutti voti xchè era 1 obbligo.Poi arrivata in italia ho cominciato a conoscere tipi di preparazioni e quelle che mi sn piaciute tantissimissimo sn fatte nella padella bucata...:D.Ora che ho letto la tua ricettina le provo di sicuro.Ti mando 1 abbraccio e ti auguro buon prosseguimento di giornata...smack

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  7. questo è il periodo che mi fa sentire di più la mancanza della toscana!!! mamma quante ne raccoglievo.... ora se le voglio me tocca pagà e pure parecchio!!! ma due arrosto si posso avere??? siii daiii daiiii!!! qui piove una bella caldarrosto ci sta bene!!! :-D

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  8. Adoro le castagne e vicino la mia piccola casa in campagna c"è un castagneto,dove ogni anno vado a raccoglierle.Io non le ho mai cucinate così,da noi si mangiano le caldarroste oppure infornate.Mi affascina scoprire pietanze e modi di cucinare nuovi x me,questo è il bello del blog!!Bacioni.

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  9. Domani dovrebbero arrivarci circa 5 chili di marroni, una mia amica ha un bosco di castagni sull'appennino e mi ha promesso che me ne porterà un bel sacco, non vedo l'ora anche perchè abbiamo in mente diverse ricettine, oltre alle solite caldarroste arrostite! La tua ricetta la proveremo sicuramente, anche perchè abbiamo una bellissima pianta di finocchio selvatico ancora rigogliosa e che stiamo meditando di mettere nella serra tra un po', visto che comincia a fare freddo!
    Baciotti
    SAbrina&Luca

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  10. Che ricetta interessante, non la conoscevo.
    Voglio provarla, le occasioni non mancheranno di certo....
    Un bacione cara e a presto

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  11. Non ho mai avuto la fortuna di trovarmi sull'Amiata ma anche dalle nostre parti venete le castagne sono state un "pane quotidiano" ma anche una prelibatezza sa sempre. Io le preferisco cotte in "paella" ma queste m'ispirano molto con il finocchio selvatico, le proverò sicuramente! Ciao buon inizio settimana!

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  12. Adoro le castagne poi fatte così sono Ottime!!
    brvissima buon Lunedì carissima
    Baci Anna

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  13. Conosco abbastanza bene la Toscana, regione che amo moltissimo, ma, ahimè, non ho mai visitato la zona dell'Amiata.
    Complimenti per la tua ricetta dev'essere deliziosa!
    Baci Giovanna

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  14. Buonissime, mi sento ritornata bambina. La mia mamma le faceva sempre, da noi si chiamano ballotte! Un bacione

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  15. Le ho mangiate ieri, così semplicemente bollite. Ma chissà come sono saporite le tue castagne toscane ... buonissime ! un abbraccio !!!

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  16. Ciao!!!!! grazie per il commento che hai lasciato nel mio blog!!!!! eccomi qui da te!!!! Buonissime le castagne.. ci credi che me ne hanno portate una busta piena proprio eiri sera?? invece che fare le classiche caldarroste.. potrei provare la tua ricetta!!! non le ho mai mangiate bollite!!! Torna spesso a trovarmi.. mi farebbe piacere!! e poi dovrai farmi sapere se hai fatto il pesto di pistacchi!!! ciaooo buon w.e. .-)

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  17. A Castel del Piano si chiamano SUGGIOLI(accento sulla U)... forse perchè se non si ha voglia di sbucciarli... si succhiano!!!

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  18. grazie a tutti voi per i commenti che mi avete lasciato,inutile dire che mi fanno sempre un enorme piacere.Quanti modi di chiamare le castagne cucinate in altrettanti modi diversi,nella stessa Toscana e addirittura a distanza di pochi chilometri cambia la denominazione....è davvero interessante...un bacioneeeeeeeeeee

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  19. @paola grazie per il tuo commento e per esserti iscritta tra i miei lettori.I suggioli li facciamo anche a Bagnore ma non sono castrati e si lessano senza aromi,poi si succhiano..di solito si usano le castagne che cadono per prime ,da noi...un po' più in alto rispetto a Casteldelpiano ,le selvatiche.

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  20. ottima ricetta che ne esalta tutto il sapore pastoso e magnetico.

    Buona giornata

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