Spianatoia e 'ransagnolo' di casa mia

sabato 13 marzo 2010

Schiaccia di Pasqua

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Questo è il dolce per eccellenza della Pasqua in tutta la Toscana e naturalmente anche sull'Amiata.Quando ero bambina venivano preparate il giovedì santo per essere gustate la domenica di Pasqua e cotte nei forni a legna del paese.Si metteva addirittura il "prete", un telaio di legno al quale si attaccava uno scaldino pieno di brace, dentro al letto.In quel calduccio unico, misto al profumo di cenere ,si posavano le tavole per il pane,riempite con le schiacce e le ciambelle,si coprivano con panni bianchi tessuti al telaio e si aspettava che raggiungessero il punto giusto di lievitazione.Beh..altri tempi..ora se ne trovano dappertutto,già pronte per essere mangiate,ma di gusto,sapore e profumo hanno perso così tanto che quasi non si riconoscono.

INGREDIENTI

uova 9 + uno sbattuto
farina kg 1,800
zucchero hg 6,50
anaci g.35
lievito di birra gr.50
olio gr 200
burro gr70
1 bicchieri di liquori misti(Vinsanto,Rosolio di menta)+acqua di fiori d'arancio
latte/acqua per mettere la “lievita”(ml200)

ESECUZIONE

Preparare “la lievita”,sciogliendo il lievito in acqua e latte tiepidi. Amalgamare con circa 400 gr di farina e far lievitare ungendo il tutto con un po' di olio per evitare che si formi la crosta. Lavorare molto bene le uova con lo zucchero. Aggiungere gli anici,i liquori, il burro sciolto,l'olio e metà della farina rimasta. Aggiungere la “lievita”,amalgamando bene fino a che tutti gli ingredienti si siano combinati insieme. A questo punto aggiungere la farina rimasta continuando a girare veramente con amore,anche con le mani.
Imburrare ed infarinare le teglie che devono essere rotonde ed alte(io ho usato anche un pentola vecchia)e suddividere l'impasto. Far lievitare per circa 24 ore in luogo caldo,coprirle se necessario con una coperta,fino a che l'impasto arrivi all'orlo e sia tremolante. Spennellare con un uovo sbattuto con un po' di acqua di fiori d'arancio.
Cuocere a 200° per circa 60m,avendo cura di coprire con carta stagnola.


Trucchi:quando si infornano tenere un po' lo sportello aperto prima di chiudere per la cottura.Non riaprirlo prima di mezz'ora. Quando sono cotte appoggiare i tegami sul pavimento,così le schiacce si staccheranno alla perfezione.

3 commenti:

  1. Ciao! Sono toscana anch'io ma dalle mie parti non usa questo dolce...ma tu fai bene a farlo, non bisogna perdere le tradizioni!
    Ciao e buona serata!

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  2. Grazie Renza ....bisogna te ne mandi una fettina,vale la pena... da noi se non la si mangia a Pasqua non sembra neppure festa.E' molto diffusa,ovviamente,in versioni diverse,in tutta la Toscana del Sud,del centro e anche lungo la costa, a Livorno e Pisa.E' chiamata anche schiacciata o stiacciata...dipende dalla zona.Molto simili sono le schiacce che si fanno in questa occasione anche in Umbria e nel Lazio.L'Artusi ne dà una versione che credo sia la migliore in assoluto ma la preparazione essendo lunghissima non si concilia con le esigenze della vita di oggi,almeno con le mie,così dopo tante prove sono giunta a questa versione semplificata.
    Buona domenica!(...finalmente con il sole anche se davanti casa mia c'è ancora un metro di neve.Abbracci

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  3. sono innamorata delle tradizioni dei nostri infini luoghi e delle varipinte cucine regionali che rendono il Belpaese la tavola migliore del mondo....i nostri post contribuiscono a far restare sempre vive queste preparazioni e ne doppiamo essere fiere!!!
    bacibaci

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