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Crostino di cavolo nero della Sciorna

L'uso del cavolo sull'Amiata è legato soprattutto alla cucina povera di montagna. Veniva e viene tuttora usato soprattutto per fare le zuppe con il pane raffermo e sciocco, come la minestra di pane o il crostino ma anche strascinato in padella con la salsiccia. Oggi viene valorizzato in cucina con ricette più elaborate che ingentiliscono il suo sapore deciso, ma in Toscana rimane un elemento base per diversi piatti tradizionali come la ribollita o la farinata di cavolo nero. Il cavolo si coltivava nei nostri orti e si raccoglieva in inverno o nel tardo autunno, aspettando che le sue foglie bollose ed increspate fossero rese più tenere da una “gelata”. In passato è stato un alimento importante per le famiglie amiatine, tanto da entrare a far parte di una novella che si raccontava intorno al focolare durante le veglie serali: La novella della Sciorna.

Un assaggio della novella sul cavolo nero Versione di nonna Laura, figlia di Ruggero Cinotti, barrocciaio e novellier…

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